Come creare e gestire un Progetto Perfetto: la Guida rapida di Ilaria Agostinelli

La gestione di un progetto online, specie in Italia, è una vera croce e delizia e, a causa di questo limite, molti di quelli che hanno idee in mente non riescono a realizzarle nonostante tanti sforzi ed investimenti economici.

Ilaria Agostinelli è una marchigiana con oltre 10 anni di esperienza nel campo in grandi aziende internazionali ( prima produttive oggi di informatica); le hanno sempre riconosciuto il dono/dote di saper fare funzionare i progetti in modo quasi misterioso ed ha condensato le sue strategie nel libro Progetto Perfetto, edito con Bookness.

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Trucchi e strategie operative per iniziare e portare a termine i progetti, specialmente nel mondo online e con la creazione di videocorsi

In questo articolo (tratto dalla lunga intervista qui sotto con Ilaria) scoprirai anche come trasformare una capacità personale o talento in business e qualcosa che possiamo monetizzare in varie forme, tra cui i videocorsi.

Non credevo di essere brava - dice Ilaria - perché non lo crediamo mai di noi stessi, perché fin da piccoli ci dicono che c’è sempre qualcuno più bravo di noi e non abbiamo mai fatto abbastanza.


Fino a che ci accorgiamo che abbiamo qualche talento o sviluppiamo qualche capacità che possiamo monetizzare e trasformare in una professione o in un infoprodotto che porta valore al mercato ed aiuta la gente.

La transizione da talento a prodotto/corso è passato dal riconoscimento da parte degli altri, quando qualcuno inizia a dirti “sei bravo in questa cosa, non me la puoi insegnare? Perché a te viene e con me non funziona?"

Semplicemente perché nessuno te l’ha mai insegnato, poiché tutti possiamo imparare tutto, anche grazie ai corsi online, e così possiamo creare qualcosa di interessante dando un beneficio comune.

Molti partono che vogliono creare un corso ma hanno il dubbio classico: “su che cosa lo faccio”?

Una delle cose che facciamo fare sia Ilaria che io è un’analisi delle proprie competenze e talenti e la difficoltà è proprio quella di saperli riconoscere, sentendo spesso ripetere “ma io non ne so abbastanza…”

Una buona domanda sarebbe chiedersi: che tipo di aiuto ti vengono a chiedere le altre persone?

Se continuano a chiederti più o meno la stessa cosa o tipologia… significa che evidentemente ti riconoscono una capacità che a loro manca. È il tuo operato quotidiano che trasuda competenza e autorevolezza 100% spontanea, non fuorviata da logiche di mercato.

Molti hanno un bias cognitivo per cui le cose che ci vengono facili nemmeno le notiamo e pensiamo che sia così anche per gli altri. In realtà è così solo perché ha acquisito esperienza, fatto esercizio, errori, studiato… e gli altri no, non sanno farlo e gli piacerebbe impararlo.

Non parliamo di cose complesse come costruire razzi, fisica nucleare o equazioni differenziali; parliamo di roba semplice, come quelle che cerca la gente su Google: lavori da fare in casa, sistemare la propria auto, impostare qualcosa di tecnologico sui propri device. Roba da vita di tutti i gironi.

Tutti possono creare un corso online... o alcuni sarebbe meglio di no?

Posto che un corso sia più complesso di un video su YouTube, il principio non cambia.

Assolutamente sì, tutti hanno capacità o passioni nascoste che potrebbero trasformare in un corso o contenuto informativo a beneficio delle persone, basta guardare il successo che stanno avendo tutti i video di successo, come quelli di cucina ad esempio che poi a volte diventano addirittura format tv.

Quello da cui suggerisce di partire però Ilaria è il MINDSET.

Prima di creare un corso serve un momento per guardarci dentro e chiederci: chi siamo, cosa ci piace fare, cosa ci viene bene.

Insegnare qualcosa che ci piace e ci viene bene è molto potente: non pensate solo al mercato, perché il mercato ha bisogno un po’ di tutto ma se sei appassionato di qualcosa si vede e passa attraverso i contenuti.

Prenditi 30 minuti e chiediti: “c’è qualcosa che, anche se sembra ridicola, io amo fare, un argomento di cui potrei parlare per ore, faccio ricerche, ho scoperto metodi, guardo video, compro libri…?"

Conta più che l’idea geniale per partire e andare a creare un corso.

Fare esperienza, migliorarlo, dare un taglio differente aiuta a fare pratica… e la pratica è fondamentale per ottenere risultati in ogni campo.

Come ho conosciuto Ilaria Agostinelli e come è nato il libro Progetto Perfetto

Attraverso un’intervista con l’amico Emanuele Properzi grazie a cui ha pubblicato il libro Progetto Perfetto (un ottimo esempio di TITOLO Magnetico perché contiene un’allitterazione).

Tutti i dubbi e le paure che nascono quando vuoi scrivere un libro o creare un videocorso online

A volte scrivere un libro è un po’ come creare un corso è ci si fa prendere da 1000 dubbi e paure: lungo o corto, sarò abbastanza bravo oppure no…

Il libro Progetto Perfetto è nato perché Ilaria Agostinelli continuava ad avere un feedback costante e le persone le chiedevano: “perché i tuoi progetti funzionano così tanto”?

Da lì è partita da un momento di introspezione, riflettendo sul perché i progetti le riuscissero (anche se non si considerava un genio ma una persona assolutamente normale, con interessi, famiglia, errori… niente di speciale insomma, con famiglia ricca, conoscenze particolari o studi universitari d’elite).

Le persone arrivavano da lei perché fin da ragazzina, ripensandoci, aveva sempre lavorato “a progetto”; per esempio quando a 14 volle andare a fare un’esperienza all’estero capì che non poteva approssimare ma doveva progettare e da lì ha iniziato con gli strumenti che aveva.

Poi ha affrontato tutte le tappe e le sfide importanti della vita come un progetto, con gli strumenti che racconta nel libro, arricchendoli e migliorandoli: l’università, l’acquisto della prima casa, formare una famiglia…

Si è però resa conto che questi progetti non sono niente di particolare, li fanno tutti nella loro vita, solo che li fanno in modo poco consapevole e con poca concentrazione e qualche strumento utile.

Per questo tutti possono imparare a gestire la propria vita a progetti ed è fondamentale passare tramite la pratica; questo vale anche per chi vuole sfruttare le proprie competenze e trasformarle in un videocorso: se lo si affronta come un progetto tutto diventa più semplice e organizzato (seguendo, ad esempio, i 7 step del Metodo ACHIEVE che spiega in Progetto Perfetto).

Errori da evitare quando vuoi terminare un progetto

Nel libro parli di cosa FARE e come organizzare un progetto, portarlo a termine e definirlo all’inizio… ma a volte è ancora più importante sapere cosa NON fare

Nelle forze speciali, ad esempio, è fondamentale che missione e credenza nella utilità della missione siano allineate al 100% per evitare pericolosi autosabotaggi e mancanza di “commitment”.

Nel caso degli Italiani, pieni di idee, molto creativi ma anche molto incasinati, e parlare di progettazione sembra come di parlare di pagare le tasse… ma anche all’estero è così, oppure hanno proprio un mindset differente?

Secondo Ilaria l’ambiente in cui si cresce conta molto sulla formazione del MINDSET perché, prima di imparare e poi insegnare qualcosa, è il vederlo fare, il sapere perché lo stiamo facendo e il riconoscere che il progetto specifico sia allineato con noi stessi e questo porta ad una introspezione sulle proprie capacità.

Detto questo agli Italiani manca in effetti un po’ di organizzazione e focus sulla parte più di operazioni e pianificazione, raggiungimento dell’obiettivo, non lasciarci distrarre dell’ennesimo shiny object.

Una volta sistemato quindi il mindset con un po’ di lavoro su se stessi è necessario diventare un po’ tedeschi e usare piccoli trucchetti per diventare più organizzati e capire in quanto tempo, con quali numeri e quali tempistiche riusciamo ad ottenere i nostri risultati.

Un suggerimento lampo per ottimizzare i progetti e la loro esecuzione giornaliera

Il micro-task, un’attività che puoi fare in massimo 5 minuti soprattutto dalla smartphone (email, breve ricerca, mandare messaggio) e permette a chi è super impegnato di sfruttare i tempi morti (attese, viaggio…) per portarsi avanti col progetto: bastano 10 micro-task per avanzare di quasi un’ora.

Tra l’altro, se vuoi creare un corso online, non devi mai dare per scontato che verrà seguito da desktop, con monitor ampi e ambienti silenziosi e senza interruzioni. Per questo devi pensare alla fruizione in forma di audio per chi è meno concentrato o sta facendo altro.

Questo presuppone nella tua analisi di mercato capire bene chi è il tuo target avatar, quando può seguire il tuo corso, da quale device, per quanto tempo e in quali condizioni (tutte informazioni di cui parlo nel mio programma Course Legend).

Questo ha un impatto minimo sui contenuti ma va prestata molta attenzione alla forma perché in certi casi l’attenzione è parziale, non puoi guardare il video ma solo ascoltare l’audio… sono piccoli dettagli che però fanno una grande differenza per il pubblico e i clienti.

Lo strettissimo rapporto che c'è tra libri e videocorsi... e perché sono come i biscotti Ringo

Ilaria è partita un po’ al contrario perché all’inizio le venivano richieste delle vere e proprie sessioni di coaching, che rappresentano per un business un punto di arrivo in quanto sono per un pubblico molto determinato, alto spendente, con obiettivi impegnativi e ben consapevole di quello che deve fare; poi però aveva tanti appunti che usava per queste sessioni di coaching e le ha trasformate in un libro.

Ovviamente le due soluzioni (libro vs coaching) sono decisamente estreme: un libro è molto generico, low cost e divulgativo, il coaching e consulenza è super specifico, costoso e richiede tanto impegno e consapevolezza.

Manca qualcosa in mezzo che consente a chi ha letto il libro ma non è ancora pronto per il percorso di coaching che dura qualche mese e costa alcune migliaia di euro.

Il corso è lo strumento perfetto per portare un potenziale cliente da basso spendente e poco consapevole delle potenzialità di un sistema verso una soluzione più completa.

Tra l’altro è anche molto pratico non solo per chi ne fruisce ma soprattutto per chi lo crea in quanto l’autore fa uno sforzo iniziale di ricerca, organizzazione e preparazione delle informazioni ma poi è tutto in discesa (tenendo comunque conto di feedback, recensioni e aggiornamenti).

Inoltre con un corso c’è la parte di supporto che in un libro manca completamente e fa toccare con mano il valore della consulenza 1-to-1 e fa capire che dall’altra parte non c’è un robot ma una persona con esperienza.

Come aiutano Libri + Template + Corsi a vendere prodotti e servizi high ticket

Risolvono in automatico una serie di “rotture di scatole” tra cui, raccolta di dati, potenziali obiezioni che, se dovessi fare ogni volta durante le consulenze o le sessioni di coaching diventano alienanti per il coach e fanno perdere molto tempo. Si tratta di un importante lavoro preparatorio che è giusto che la persona faccia durante la fruizione del corso, a volte anche in team.

Secondo Ilaria è importante creare dei corsi pratici, con esercizi, template, possibilità di testare, sbagliare e mettere in pratica quello che si sta insegnando: piuttosto suggerisce di NON mandarli avanti con la fruizione del corso, ma aiutarlo veramente nella fruizione (anche se questo è ovviamente più difficile nella fase di preparazione per preparare qualcosa che non sia solo una teoria).

Le persone - dice Ilaria - imparano facendo, capendo cosa non ha funzionato, non solo ascoltando o guardando dei video. 

Videocorsi evergreen contro videocorsi tecnici: quale è meglio?

Ci sono corsi online molto tecnici (windows, software, app) che offrono sia problemi che opportunità: da una parte rischiano di diventare obsoleti velocemente (se non aggiornati), dall’altra di avere la novità come vantaggio competitivo (se li si tiene aggiornati).

Creare e mantenere in vendita corsi tecnici non aggiornati è un problema perché aumenta le richieste di supporto tecnico e customer service, ma poi dà una percezione di vecchio che finisce col deludere le aspettative dell’utente che, difficilmente, investirà in un altro corso di questo tipo.

Piuttosto è meglio dividere i contenuti in modo furbo: con una parte importante di strategia che non cambia quasi mai e una più piccola e operativa che andrà aggiornata periodicamente (senza però andare a sballare tutta l’intelaiatura del corso), tenendo video brevi e moduli più numerosi.

Una vera chicca per aumentare il valore percepito di un corso per chi lo ha già seguito 1+ volte

Soprattutto quando ci sono degli aggiornamenti (come nel caso di molti corsi tecnici) la gente non capisce cosa è stato cambiato perché, diversamente da un blog post, raramente si mettono note integrative, si esplicita la data di aggiornamento o si evidenzia la parte nuova o modificata in un documento riepilogativo.

Quando questo si unisce a video da 20/30 minuti la frittata è fatta perché nessuno si rimetterà mai a guardare tutto un video per andare alla ricerca delle nuove informazioni. Questo non solo è poco rispettoso del tempo e dei soldi di chi ha comprato il corso ma addirittura

finisce per ritorcersi contro l’autore perché, se la gente non studia il corso aggiornato, difficilmente potrà ottenere risultati e non avrà testimonianze positive da mostrare.

In realtà basterebbe un minimo di pianificazione in più e un’attenzione totale verso chi deve applicare le informazioni spiegate, un po’ come un libro ben fatto diventa lui stesso un veicolo di marketing a costo zero.

Come creare da zero un progetto per realizzare un videocorso (partendo da un libro)

Per Ilaria Agostinelli è importantissimo dare vero valore alle persone che stanno acquistando e fruendo di un corso, rispettando il loro tempo e onorare la loro fiducia. Per farlo dobbiamo chiederci: “COSA si aspetta veramente il mio cliente?”

Secondo: "COME si aspetta di fruire di questo contenuto?" Dove lo farà, per quanto tempo, in che contesto, con quale attenzione, in quali giorni della settimana? Questo mi permetterebbe di decidere il format e la durata dei singoli video o episodi, senza escludere però la variabilità perché la gente oggi tende ad annoiarsi e sono stimolate continuamente da notifiche e messaggi.

Bisogna però evitare che il cliente sia annoiato durante la fruizione del corso e come possiamo farlo?

Grazie alla variabilità: intrattenimento + contenuto, quindi non solo lunga pappardella di informazioni ma anche inserti extra che lo aiutino ad associare quello che sto cercando di spiegargli.

Purtroppo è una lotta per l’attenzione della gente contro Facebook, YouTube, Instagram e i social in genere… quindi iniziare con battute, vignette, spezzoni di un video o meme può essere la chiave per tenerli agganciati e passare all’aspetto più formativo e meno di intrattenimento.

Durante il corso è poi altrettanto importante usare immagini, grafici, schematizzazione dei concetti, test interattivi perché la gente è abituata a pensare e ragionare per immagini.

Inoltre Ilaria suggerisce di aggiungere un RECAP finale per riepilogare i contenuti chiave (specie in video piuttosto lunghi) e fornire spunti di approfondimento.

Questo assomiglia molto ad una presentazione “classica” da public speaking con introduzione e anticipazione dei contenuti, svolgimento in 3-5 punti chiave, riepilogo finale con invito all’azione. 

Rispetto alla sezione con i contenuti è anche importante aumentare le prove a supporto delle tesi che, spesso, nei corsi latitano mentre negli articoli online o nei libri hanno maggior spazio. La gente non deve fidarsi ciecamente e, visto lo scetticismo naturale, dare una sequenza di prove e testimonianze reali, prendendoli da casi studio personali, è un modo per aggiungere credibilità e autorevolezza senza precedenti.

Senza contare che spesso le prove in forma di grafico, immagine o caso studio restano più impresse nella mente di formule, teorie o concetti astratti; questo è ancora più vero, aggiunge Ilaria, quando manca la classica “fiducia a pelle” che nasce nel momento di un incontro di persona e che, invece, è assente nel mondo online.

Questi elementi di prova andrebbero aggiunti soprattutto all’inizio di un corso per farci conoscere e dimostrare la nostra competenza, guadagnare la fiducia e abituarli a stare con noi per un periodo lungo.

Le prove però servono anche alla fine per scalare il business, specie se il corso (così come un libro) fa parte di un funnel e le prove ci servono per far capire alla gente che possono continuare il percorso con noi e che siamo già stati in grado di aiutare altre persone con i nostri prodotti e/o servizi.

Come organizzare l'agenda quotidiana se lavori da casa o da remoto?

Serve lavorare per obiettivi, quelle 2/3 cose fondamentali che vanno chiuse nella giornata: per esempio produrre una video lezione, scrivere 500 parole al giorno di un libro.

Cosa è meglio fare quando non raggiungi gli obiettivi che ti sei dato per il giorno?

Proseguire fino alla morte (a costo di fare notte) perché così si dà un messaggio all’inconscio che “sei uno che non molla mai e raggiunge gli obiettivi ad ogni costo”, oppure si sposta al giorno dopo?

Ilaria a un certo punto si ferma perché è convinta che, complice la stanchezza fisica e mentale, la qualità dei contenuti prodotti sarebbe troppo bassa e ci costringerebbe a tornarci sopra facendo due volte il lavoro. Meglio fermarsi, mangiare, fare sport, uscire per una passeggiata e dormire un certo numero di ore.

Scegliere 2/3 obiettivi e non 10 è universalmente riconosciuto come raggiungibile ma anche sufficientemente sfidante per tenerci concentrati.

Li imposta a volta di sera, altre la mattina: lavora con 2 grandi fogli. Sul primo ci sono questi 2/3 grandi obiettivi del giorno, sull’altra ha una lista abbastanza lunga di micro-task da fare mentre sale il caffè, quando attende che venga pronto il pranzo, nelle attese in coda…

Come farsi aiutare dai figli per completare i task e raggiungere gli obiettivi di progetto

Possiamo sfruttare alcuni micro task per farli completare ai figli, considerandoli come parte del team quando si ha una famiglia, trattandoli più da attori che da creature dipendenti al 100% da noi. Spesso loro hanno moltissima creatività e, non avendo vincoli mentali, quando cerchiamo idee nuove un bambino può farlo meglio di 50 libri scritti da adulti.

Chi ha figli adolescenti può trovare un aiuto tecnologico importante perché loro sono nativi digitali e smanettano senza problemi con app e smartphone, e soprattutto capire dove sta andando il mercato, con una sensibilità molto maggiore dei trend e di quello che sta accadendo fuori e che noi adulti, presi da 1000 cose, ci perdiamo totalmente.

A quante persone è cambiata la vita ascoltando le interviste e i contenuti di Creailtuocorso.it?

Sicuramente 3/4 che me lo hanno detto in modo esplicito, tra cui una con cui adesso sto facendo del coaching per creare un corso e dice: “c’era bisogno di una ventata diversa, rispetto al troppo markettaro, troppo puntato sui soldi, Dubai, Lamborghini… per la prima molta sento parlare soprattutto di contenuti e del fatto di strutturare qualcosa basato sui contenuti per portare un risultato alle persone e avere il denaro/guadagno".

I soldi sono una conseguenza del fatto che hai aiutato la gente a ottenere un risultato (privatamente, nel team, nell’azienda) e la parte economica è un riconoscimento per il valore che è stato dato”.

È una questione di stile di vita, a me non importa nulla di Rolex ma investirei i soldi in libri, in corsi, in viaggi; non tocco quei temi perché non risuonano con me.

Cosa succede se crei un videocorso puntando solo al voler far soldi rapidamente?

Se io puntassi alla sola parte economica ci sarebbe un bias dal punto di vista di progettazione, produzione e relazione che non ti porta a fare il migliore lavoro possibile, cosa che resta comunque un punto irraggiungibile; infatti, se Ilaria riprendesse in mano la scrittura del libro o io la creazione di un corso, ogni volta potremmo fare di meglio.

Anche Umberto Eco, se avesse riscritto Il Nome della Rosa lo avrebbe fatto ancora migliore.

A un certo punto però bisogna dire basta, mettere le firma e fare uscire la nostra creazione e dedicarsi a creare nuovi corsi, approfondimenti, fare sessioni di coaching…

Quello che conta davvero è far capire che ciascuno di noi fa parte di un processo, che fa rima con progresso e, se ho la voglia di farlo e il mindset giusto, posso migliorarlo costantemente aiutando le persone a progredire.

Tra l’altro anche Google dimostra di apprezzare i contenuti di Creailtuocorso.it perché il traffico è in aumento ed è segnale che si sta andando nella direzione giusta a medio-lungo termine.

Come progettare e realizzare un corso online con una visione di medio-lungo termine

Creando qualcosa di qualità che rimane lì per anni (contenuto evergreen), anche perché la strategia nella creazione di un videocorso non credo cambierà molto nel tempo; certamente le tecniche e gli strumenti si evolveranno (per esempio 15 anni fa non c’erano gli smartphone) ma la pianificazione e la strutturazione dei contenuti sono quelli.

Ovviamente si possono creare template migliori, più curati graficamente, sfruttare i feedback del pubblico e semplificare alcuni concetti, perché spesso dire troppe cose è controproducente e crea solo confusione e paralisi da eccesso di informazione.

Per questo consiglio di strutturare i corsi a più livelli (almeno due), in modo che chi è avanzato non perda tempo e guardi solo la parte avanzata, chi è all’inizio guardi solo i contenuti per principianti e, solo dopo, possa accedere a quella avanzata. Per farlo serve fare un’analisi del target e capire come è messo tecnicamente per potergli dare contenuti adatti al suo livello.

Perché è nato il libro Progetto Perfetto e come ti può aiutare nel raggiungere i tuoi obiettivi personali e professionali

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Dove seguire Ilaria Agostinelli sul web

Per restare in contatto con Ilaria puoi:

Qui sopra trovi l'intervista integrale da cui è nato questo articolo.

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Soprattutto se sei all’inizio e, magari, adesso ti senti un po' spaesato da questo eccesso di informazioni e cose da fare... ti capisco bene perché tanti anni fa ci sono passato pure io.

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