Come guadagnare online 💰 con un videocorso (#STORIE 13)

È possibile sfruttare i video corsi per guadagnare online e creare un business profittevole?

Ne ho parlato con Michele De Capitani, esperto di marketing e ricerche di mercato, che usa da oltre 10 anni i videocorsi per promuovere la sua attività via internet.

In 58 minuti spumeggianti abbiamo parlato di:

Chi è Michele De Capitani

Autore storico di Corsi.it con un corso bestseller su Google Adwords e uno in uscita su "come fare una indagine di mercato con strumenti online". È fondatore di Webleaders un'agenzia che permette di ottenere la leadership nel web attraverso un metodo scientifico che aiuti ad ottenere visibilità e contatti.
È sul mercato da oltre 20 anni e produce corsi dal 2008 (dopo un ebook iniziale)

Come è passato da tecnico/esperto a creatore di un videocorso

La difficoltà principale è stata quella di ascoltare la sua voce e l'ha risolta forzandosi a registrare per 3/4 ore al giorno ed abituare l'orecchio.
In più ha iniziato a registrarsi mentre faceva il lavoro per i suoi clienti; riguardandosi ha capito che stava usando un metodo e l'ha messo nero su bianco.

Da chi ha imparato Michele a creare un corso online

Più che altro, da fruitore seriale, ha guardato e replicato gli altri, aggiungendo le sue caratteristiche e contenuti tecnici.

Cosa devo fare una volta che ho l'idea di creare un videocorso per capire se ci può essere mercato

Anche (e soprattutto) se è una passione è sempre utile creare il corso per Michele, magari non ritoccando ogni dettagli o aspetto tecnico, ma farlo crea un asset e aiuta il creatore a diventare bravo nella tecnica di creazione dei videocorsi. Ha senso fare un'indagine di mercato prima di promuoverlo e di spenderci dei soldi, per esempio controllando su Google se ci sono già ricerche legate a quell'argomento (es. "come vendere su Amazon"). Il numero di ricerche minimo varia per ogni settore, ma chi sta cercando, anche se pochi, sono contatti molto interessati.

Fino a quando, se ci sono troppi concorrenti, è un buon segno (e cosa fare in caso contrario)?

Approfondiamo il concetto di Oceano Blu nel caso dei videocorsi, in cui il rischio di andare a creare un corso in un settore praticamente vergine (basandoci solo sulle nostre passioni) è molto alto. Per Michele deve già esserci un mercato, con qualche ricerca online e poi dobbiamo essere noi a creare ulteriore domanda, per esempio andando in un settore/nicchia specifico andando a promuovere un prodotto/servizio specifico, quando prima c'era solo roba "generica". In generale meglio non fare il pioniere in un mercato totalmente vergine.

Una buona ragione per creare un videocorso (anche se non c'è subito un mercato profittevole)

È che si impara la tecnica per realizzare video corsi ben fatti e questo ci permetterà in futuro di essere più bravi e veloci nel creare e aggiornare altri prodotti (o di creare un servizio basato su queste competenze).

Alcune idee controcorrente sui business che includono videocorsi e infoprodotti

Premessa importante: creare un corso solo con lo scopo di fare soldi diventa un freno per molte persone, invece puntare sul creare un prodotto di valore, che aiuta davvero le persone, migliora le loro vite e che come conseguenza viene premiato dal mercato con passaparola è tutto un altro approccio e molto più efficace e ti dà la motivazione per metterti al lavoro ogni giorno sul tuo progetto.

Inoltre chi fa il corso dovrebbe essere non solo un formatore ma un vero esperto, che fa ogni giorno quello che insegna, in modo da essere sempre sul pezzo, aggiornato e concreto (altrimenti finisco per perdere l'aspetto operativo e pratico).

Il vero business per gli esperti/imprenditori non deve essere il corso in sè ma le richieste di consulenze che arrivano da chi ha provato il corso e preferisce farsi aiutare nell'ottenere gli obiettivi e risultati sperati.

Quando ha senso usare un corso per promuovere il proprio business?

A volte, specie con temi complessi, un corso è propedeutico e dà informazioni importanti per scegliere un prodotto, servizio o fornitore, impostando criteri e standard che difficilmente sono reperibili in poco tempo su internet o con canali tradizionali, evitando lunghe ricerche e costosi test/acquisti di prova.

Il vero business per gli esperti/imprenditori non deve essere il corso in sè ma le richieste di consulenze che arrivano da chi ha provato il corso e preferisce farsi aiutare nell'ottenere gli obiettivi e risultati sperati.

Michele De Capitani

Esperto Marketing

3 suggerimenti rapidi per chi inizia da zero e vuole realizzare un corso

1) Il primo problema è quello audio (anche se si tratta di video corsi) quindi serve dotarsi di un microfono professionale.

2) Successivamente serve un schema mentale in funzione di quello che vogliamo insegnare e che lo studente deve imparare a fare.

3) Partendo dalla scaletta, iniziare subito a lavorare, senza fare 1000 prove (ripeto solo se è insufficiente, migliorerò col tempo e con la pratica).

Come ha imparato a realizzare i video Michele De Capitani

Si è sempre autocorretto, ma partecipare a piattaforme come Corsi.it ha dato un punto di vista non solo tecnico ma anche commerciale.

Cosa fare per promuovere e vendere il proprio corso online?

Se non vendo il corso è difficile che i proventi arrivino in automatico, qualcosa quindi va fatto a livello di marketing (posto che il focus iniziale deve restare quello di creare un buon prodotto che faccia fare una trasformazione alle persone, altrimenti il marketing mette in leva solo "una schifezza").

In Webleaders.it hanno creato negli ultimi mesi vari corsi sui settori più gettonati (social network, webinar, whatsapp) e li promuovono attraverso dei piccoli webinar introduttivi da 45/50' a cui segue un'offerta promozionale (circa il 60/70% di sconto) e che permette di rientrare con i costi della lead generation e della produzione del corso stesso.

È un discorso in cui tutti devono vincere: se non guadagno i soldi per promuovere il corso non posso nemmeno renderle abili e questo è un peccato.

Traffico: come porto gente a webinar e live?

Una volta che hai creato un webinar che converte i partecipanti in clienti, come fai a portare le persone in aula "virtuale"? Michele usa due social network: Linkedin (attraverso inviti diretti agli imprenditori) e Facebook per i grandi numeri.

Chi fa un corso dovrebbe essere non solo un formatore ma un vero esperto, che fa ogni giorno quello che insegna, in modo da essere sempre sul pezzo, aggiornato e concreto.

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Che piattaforme consigli per fare un webinar?

Zoom, streaming diretto su Facebook, GoToMeeting, GoToWebinar, WebinarJam, Google Meet, Streamyard… le opzioni sono moltissime e Michele le ha provate praticamente tutte. La Ferrari è Adobe Connect ma è troppo complessa quindi alla fine la scelta è ricaduta su Zoom, stabile, veloce e super affidabile.

Quali 3 errori non farebbe più dopo 10 anni di esperienza

1) Video troppo lunghi - in un settore che cambia rapidamente costringe a rifare i contenuti e perdere molto tempo, meglio restare tra i 3-7 minuti
2) Usare una nomenclatura troppo elevata e paroloni tecnici - ha semplificato e chiarisce subito le definizioni
3) Non dava abbastanza massa - spiegava cosa fare ma non come farlo (questo è stato possibile capirlo grazie ai feedback del pubblico)
Michele usa i corsi soprattutto per formare i suoi collaboratori e renderli abili a fare il lavoro al posto suo e quindi essere concreto e visuale/esplicativo.

Pericoli e opportunità nel realizzare corsi troppo tecnici

Consiglia di creare lo stesso il corso perché è l'unico modo per insegnare certe abilità alle altre persone (e un videocorso è lo strumento ottimale).
Se diventa troppo obsoleto, dichiarare la versione e l'anno di esecuzione in modo da non ingannare le persone.

In ogni caso la procedura, la filosofia e la strategia spesso rimangono le stesse; posso evidenziare le ultime modifiche in modo da capire cosa è cambiato nelle ultime versioni. Qui sta la differenza con un corso davvero utile perché pensato con la customer experience al primo posto.

L'importanza di avere tanti Prodotti Finali di Valore

È una definizione che deriva dall'Hubbard Management System e significa un prodotto o servizio che è di valore e può essere scambiato con un mercato in cambio di "sostentamento" (soldi, beni, altri servizi…) In un corso non è la realizzazione del corso ma il risultato/trasformazione/grande promessa che l'utente vuole ottenere e di cui il videocorso è uno strumento.

Con questa idea in mente diventa quindi importante non tanto che il corso venga comprato ma che "venga fatto" in modo che sia completato il trasferimento di competenze (purtroppo alcune statistiche dicono che il 97% dei corsi non vengono mai nemmeno iniziati).

I numeri di CreaIlTuoCorso indicano un 80% di corsi mai iniziati, 10/15% lo aprono (anche dopo mesi o anni), il 5% lo finisce ma solo il 2/3% lo mette davvero in pratica.

È sempre utile creare un corso (anche se non siamo sicuri che sarà un bestseller), magari non ritoccando ogni dettagli o aspetto tecnico, perché farlo crea un asset e aiuta il creatore a diventare bravo nella tecnica di creazione dei videocorsi.

Michele De Capitani

Esperto Marketing

Un problema molto sottovalutato dagli autori dei videocorsi

La responsabilità non è solo dell'utente ma soprattutto del creatore che, tanto più è focalizzato solo sul guadagno, tanto meno cura dedicherà ai dettagli. Se però voglio che i soldi siano la conseguenza, allora dovrò fare per forza un corso figo e ben fatto, non potendo contare su un marketing esagerato e un grosso budget da spendere in pubblicità.

Farlo non è difficile ma serve una strategia e un sistema per farlo perché senza questo la gente non è per niente scontato né che inizi né che finisca il corso.

Chi mette nel "libro nero" dei videocorsi comprati e perché?

Aveva comprato un corso da 97€ senza averlo mai aperto e purtroppo non ha ricevuto nessuna notifica o richiesta da parte dell'autore. Questo è qualcosa da evitare, puntando a chiedere (come fanno in Webleaders) che chi compra un corso, si impegni a farlo.

A che prezzo vendere il proprio video corso (soprattutto se è il primo)?

Posto che, a parità di corso, se hai un brand forte puoi vendere gli stessi contenuti a 10x o perfino 100x…
Dipende da dove dobbiamo collocarlo all'interno della scala del valore per i clienti, in molti casi i corsi di Michele vengono acquistati dagli imprenditori (da privato) e poi studiati per capire se l'agenzia fa al caso loro. Lui ha venduto a 97€ in prevendita e poi a 247€.

Nel caso di una "scala del valore" molto corta consiglia un gradino ancora inferiore (tipo 15€) ma poi di salire velocemente perché altrimenti i numeri non tornano e il business non può funzionare.

Basta creare contenuti per far arrivare gli utenti?

No, perché la cosa non è automatica e avere il prodotto migliore del mondo non è garanzia di successo: serve farlo conoscere e promuoverlo. C'è in giro molta cattiva informazione al riguardo che porta poi la gente a dire "i corsi non funzionano" ma non è così: non funziona se non viene applicato nel modo corretto.

Come iscriversi ai webinar di Michele

https://www.facebook.com/webleaderswinningpeople e webleaders.it.

Il futuro dei corsi online da qui a 5 anni (secondo CreaIlTuoCorso)

Buonissimo e la parte su cui serve lavorare di più è quella di interazione col pubblico, sia attraverso piattaforme "tradizionali" che spostando la fruizione sulle app e sfruttando sistemi di gamification. Serve anche creare più livelli (un po' come con le cinture del judo) che in percorsi più strutturati permettono di fare il match tra contenuto e persona.

In aggiunta c'è il problema nei corsi "lunghi" di capire in mezzo ai tanti contenuti cosa è davvero importante per me e adatto al mio livello, senza essere costretto a sorbirmi ore di video.
Infine serve sfruttare la gamification per mantenere il contatto con l'utente e aumentare così le probabilità che, aprendo il corso ogni giorno, faccia le azioni necessarie ad ottenere il risultato sperato.

Con un corso della nuova generazione e pensato per l'esperienza utente, ottenere il passaparola diventa molto più facile perché si fa overdelivery e la qualità finale del prodotto è eccellente.

I migliori videocorsi di Michele De Capitani

>> SEO: i Fondamenti del Posizionamento sui Motori (2015)

Il Corso Fondamentale per posizionarsi in modo organico nelle prime pagine di Google.

>> Corso Fondamentale su Google AdWords (2017)

Il corso che ti insegna le regole fondamentali di Google Adwords per spendere meno (e guadagnare di più) con la piattaforma Pay Per Click di Google.

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