È consulente di web marketing creativo e di personal branding di alcuni dei più importanti formatori italiani (come Max Formisano, Vincenzo Fanelli, Miranda Sorgente, Giovanni Annunziata, Giacomo Bruno, Gian Ettore Gassani), autori e personaggi noti del panorama italiano (come Roberta Cavallo e Antonio Panarese, Fiorella Pallas, Elisabetta Dami, Mingo De Pasquale).

Autore del libro “Blog per l’anima“ - Web marketing e personal branding facile, partendo da te stesso. Blogger per passione, autore in diversi siti, riviste e ideatore di corsi multimediali sul web marketing, personal branding, blogging e crescita professionale.

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Chi è e cosa fa Ruggero Lecce

Dal 1998 si occupa di Personal branding e web marketing, aiutando professionisti e imprenditori a sviluppare la loro presenza online. Lo fa in modo semplificato in quanto il marketing è piuttosto complesso e, grazie alla sua esperienza, è riuscito ad estrarre le informazioni principali e facilmente applicabili.

Alcuni esperti con cui ha collaborato Ruggero Lecce

In questo periodo ha lavorato sia come freelance, che come dipendente in grandi aziende ed è stato perfino nel CDA di una di esse; questo gli ha permesso di conoscere il mondo aziendale a 360° e capire quali sono le dinamiche più importanti per ottenere risultati in poco tempo.

Quindi ha vissuto sulla propria pelle le stesse problematiche che oggi aiuta a superare.

Quali sono i problemi principali per cui si rivolgono a lui

Sono molto vari; spesso le persone arrivano con un problema (es. fatturare di più) ma questo è solo la punta dell'iceberg oppure non sanno esattamente perché vogliono questo risultato.

Molti poi stanno creando la loro attività da tempo ma non riescono a farla crescere per quel "piccolo passaggio", quindi lui fa da semplificatore del percorso, da facilitatore, tenuto conto che il lavoro deve comunque essere svolto da loro e non esiste la bacchetta magica.

È come andare in palestra: serve un coach ma i pesi li devi sollevare tu, con costanza, metodo e tempo.

Perché è importante mettersi in discussione

Da Ruggero spesso si presentano imprenditori bravissimi che però hanno dei limiti personali che limitano il successo (a livello di mindset).

Quindi prima ha senso lavorare sul miglioramento della persona e poi, di conseguenza, sul business. La soluzione passa sempre dalla chiarezza, soprattutto degli obiettivi e di come funziona il loro business.

La maggior parte delle persone va da lui (o compra qualcosa in generale) perché ha un problema che vuole risolvere e a volte, pur avendo delle aziende già avviate, non conoscono i numeri principali e l'importanza di questi numeri... tanto che a volte uno si domanda:

Come può un'azienda stare in piedi senza conoscere i kpi?

In passato, durante la sua esperienza nelle grandi aziende, si è imbattuto in strategie di marketing perfettamente applicate e con numeri più che buoni che però non funzionavano; mancava la parte collegata alle persone, di cui parla anche nel suo libro "Blog per l'anima".

In pratica lavorare su se stessi (prima che sul business) ci fa allineare alla nostra vera missione, mentre in altri casi si rischia di fare tanto lavoro ma senza soddisfazioni personali, economiche o entrambe.

Il libro di Ruggero "Blog per l'Anima"

Alcuni miti da sfatare sul mondo del marketing occidentale

Sono molto bravi dal punto di vista numerico ma non considerano l'aspetto umano, tanto che spesso la gente non compra solo per via delle tecniche di vendita impiegate su di loro ma per altre ragioni più profonde.

Molti prodotti vengono creati senza un vero perché e il mercato, infatti, non li vuole ma è costretto a comprarli da un push marketing sempre più spinto.

Ruggero Lecce

Consulente Marketing


Bisogna quindi conoscere bene il pubblico, cosa si aspetta e cosa lo appaga davvero.

Che rapporti ci sono tra un business e uno speciale dado a sei facce

Il business, come il dado, ha tante facce, tanti aspetti, variazioni e quindi dobbiamo sforzarci di guardarli tutti; quindi studia quanto puoi per capirne sempre di più su ogni aspetto.

Impara anche a guardare l'azienda da angolazioni diverse perché potrebbe capire informazioni preziose che prima erano invisibili.

gadget brand dado verde di ruggero lecce

Ogni aspetto del business corrisponde e ha un impatto sugli altri; per esempio lavorando sul marketing non possiamo non considerare l'aspetto umano (oppure i buyer che se comprano prodotti di scarsa qualità hanno un impatto su vendite o customer service).

È un po' come dover vendere una torta quando ti mettono a disposizione solo ingredienti di bassa qualità...

Devi fare davvero i miracoli e le lamentele saranno tantissime.

Per questo l'esperienza in tanti ambiti e ruoli di Ruggero è importante perché aiuta a capire che tutto ha impatto su tutto.

Creare un videocorso è consigliato a tutti o no?

Secondo Ruggero andrebbe creato per stabilire degli obiettivi e imparare ad analizzare il tuo rapporto con te stesso, il giudizio verso la telecamera e l'audio, quindi servirebbe a tutti.

Ti aiuta ad una comunicazione efficace con tutti, non solo davanti a una webcam o telecamera, dandoti strumenti trasversali e che non scadono mai.

Tra l'altro non è detto che uno debba sapere fare tutto di un videocorso: può tenere per se le parti di contenuti e delegare tutto il resto a collaboratori o professionisti esterni.

Alcuni dei video corsi di Ruggero Lecce

Come sono nati i video corsi di Ruggero e come li ha creati

In questi anni ha creato corsi su argomenti differenti, divisi in blocchi e, principalmente basati su screencast (la gente quindi vede lo schermo o le slide).

Ha però alternato anche corsi in cui, oltre agli screencast per la parte più teorica, c'è lui che parla in prima persona, magari usando oggetti (come il dado sopra) per spiegare alcuni concetti.

Gli obiettivi del brand positioning

Effetti nascosti di un videocorso su personal brand, vendite e retention

Un video corso per Ruggero deve essere collegato al personal brand e usato per vendere noi stessi e le nostre competenze.

Quindi un corso serve a farmi conoscere, mostrare che sono bravo, posizionarmi nel mercato e poi vendere consulenze, un libro, altri prodotti o servizi...

Un corso NON è fine a se stesso e per produrre "cassa" a breve termine ma può diventare un "cavallo di Troia" per vendere altre cose a costo più elevato

Ruggero Lecce

Personal Branding


Può essere sfruttato anche per aumentare la retention dei clienti senza dover fare un follow-up personale ma pacchettizzando alcune informazioni/news in un corso e poi distribuendolo a tutti.

È anche un sistema per creare un prodotto scalabile (ideale per professionisti) dove può servire per monetizzare parti di tempo che puoi dedicare ad altro di più valore, per esempio quando ci sono da spiegare concetti o informazioni base e che non cambiano da cliente a cliente.

Usa un corso per spiegare concetti ripetibili in modo identico

Così facendo automatizzo una parte del processo aziendale in cui il professionista risulta sotto-pagato e fa un lavoro di basso valore, spesso con un rischio di noia che può portare a delle disattenzioni.

Tutte le volte che devi spiegare qualcosa e far passare delle informazioni quasi-immutabili, è buona cosa metterle in un corso perché fa risparmiare tempo al professionista e soldi al cliente (che può dartene di più dopo per una vera consulenza personalizzata).

Senza contare che durante alcune consulenze o sessioni di coaching gli imprenditori non siano super concentrati, magari hanno problemi urgenti da risolvere o idee dell'ultimo momento e quindi rischiano di perdere alcuni passaggi importanti che, se avessero un videocorso, potrebbero riguardare con più calma e anche più volte (ne parlo anche in queste interviste con Daniele Bova e Alessandro Gini).

Perché un corso è importante nell'ottica del vero apprendimento

Alcuni argomenti hanno bisogno di più tempo e di più passaggi per essere assimilati al meglio e completamente.

È come leggere lo stesso libro in fasi diverse della propria vita o a livelli di conoscenza diversi: ogni volta le informazioni che ci colpiscono sono diverse perché noi siamo diversi in quel preciso momento.

Tutti possiamo riuscire a creare un corso anche se pensiamo di essere negati perché la nostra missione deve essere più grandi di questi piccoli difetti. #creailtuocorso

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Andare poi a rivedere le cose ovvie e scontate del nostro business ci permette di fare un grosso passo e prendere consapevolezza di quanto creato, delle procedure, dei processi... trovando importanti spunti di riflessione e miglioramento.

A cosa serve il gadget brand

È un elemento fisico che richiama il tuo brand e permette alla gente di ricordarsi di te associandoti a questo oggetto, meglio se di un colore particolare.

Guarda il video qui sotto per sapere come puoi differenziarti e farti ricordare dal tuo pubblico.

Come fa Ruggero a creare un video corso da zero

È fondamentale conoscere bene l'argomento ma, proprio perché ne conoscerai tantissimi, devi sintetizzare perché bisogna essere pratici e diretti.

Quindi è ancora più importante il cosa NON dire e togliere le informazioni non essenziali, creando di quello che resta uno schema visivo.

Meglio dire meno cose che troppe

Poi mette lo schema sotto alla telecamera e va a braccio; se poi sbaglia o quel giorno proprio non è ispirato rifà il video.

Usa una mappa per riassumere i contenuti chiave del tuo videocorso

In base a cosa scegliere slide, screencast o video in prima persona

Tende sempre a privilegiare la spontaneità quindi ha scartato il teleprompter perché non risuonava con la sua modalità di espressione. Per lui il concetto deve arrivare diretto, un po' come se parlasse con una persona al bar o per strada.

Il concetto deve essere chiaro e diretto

Dipende comunque dall'obiettivo finale e dal tipo di contenuto:

Fondamentale è comunque avere sempre presente concetto chiave e obiettivo che si vuol far passare al pubblico.

Perché fare un videocorso è come avere una fidanzata

Raramente è buona la prima, si impara strada facendo, si migliora, si capiscono meglio le cose, si limano gli errori…

È come imparare a parlare in pubblico: si impara. La prima volta ti senti impacciato, poi (con giusti insegnamenti e un po' di pratica) si migliora.

Bisogna fare esperienza su corsi più piccoli, semplici, in cui la qualità finale non sarà mai super ma si impara il processo, si prende fiducia e si capisce cosa e come migliorare le volte successive.

FORTUNA è quando l'opportunità incontra la preparazione: nel caso dei corsi quando arriva il momento giusto o il tema giusto devi farti trovare preparato per non perdere il treno e farti fregare da qualcuno di più veloce di te.


Bisogna vendere un corso prima di produrlo? NON è così vero come te l'hanno raccontata

Ha senso solo se sei in grado di produrlo in un tempo ragionevole dal momento in cui lo hai pre-venduto, altrimenti non funziona e, anzi, è un boomerang pericolosissimo.

Per questo fare esperienza con videocorsi minori, di allenamento, è così importante perché dà la serenità di poter sfruttare al meglio questo importante strumento di pre-vendita, senza rischiare figure di m.

Per Ruggero oggi, nell'era di TV, social e Netflix, non si può non saper comunicare tramite un video; inoltre con uno smartphone di oggi la tecnologia non è più un problema e c'è ampio spazio per sperimentare.

È il cuore che vende, non la perfezione

Troppa perfezione in un contesto in cui uno non se la aspetta dà l'idea che tutto sia finto e non viene apprezzato dal pubblico.

Oggi, rispetto a 20 anni fa, bisogna essere spontanei nella comunicazione, non possiamo creare una distanza tra noi e il pubblico facendo il figo e tirandosela.

Meglio vendere a prezzo alto o prezzo basso? 2 tecniche interessanti

Dipende da vari fattori perché il pubblico spesso arriva da canali differenti, con scopi differenti e ognuno è un po' diverso. Alcuni sono più lenti e hanno bisogno di conoscerti a poco a poco per darti fiducia e comprare prodotti più costosi.

Altri professionisti o imprenditori sono disposti a pagare molto di più per avere un risultato.

(Puoi approfondire questo tema guardando le interviste con Domenico Drovetti e Giacomo Freddi).

Una prima tecnica per stabilire il prezzo di un corso consiste nel dare un valore finale al prodotto, al risultato ottenibile e in funzione di quelli decidere il prezzo; in questo caso

La gente paga per la trasformazione, non tanto il prodotto o servizio che gli permetterà di raggiungerla (potrebbe bastare una singola telefonata da 10.000€)

Ruggero Lecce

Consulente Marketing


All'estremo opposto si parte dal prezzo a cui vendere qualcosa, senza nemmeno avere un'idea chiara di cosa voler realizzare, perché nella scala del valore e nella strategia di marketing è importante che ci sia qualcosa a "chiudere il buco".

Scala del valore per un business online

L'impatto di brand e target sul costo di un videocorso

Un altro parametro è quello del TARGET: chi vende una Ferrari non può vendere un prodotto low-cost perché altrimenti ucciderebbe il brand.

Quindi non concentrarti troppo sul prezzo ma sul valore percepito dal cliente (maglietta da 2€ venduta a 40€ solo perché "di marca").

••• NOTA di CreaIlTuoCorso •••

Una persona con un personal brand forte e riconosciuto riuscirà sempre a spuntare un prezzo 5x/10x perfino 100x per un corso che, magari, è qualitativamente inferiore a quello dell'ultimo arrivato ma che non ha un personal brand così forte.

Chi NON dovrebbe fare un video corso (secondo Rambo)

Tre categorie di persone.

1) Chi non vuole perdere tempo: molti professionisti o imprenditori possono giustamente dire che "ci vuole molto tempo per fare un videocorso" e lo dovrebbero togliere a consulenze e business.

Tutto vero, salvo che:

  • il mercato non sai mai come va a finire (v. situazione attuale da Covid)
  • avere un asset digitale serve sempre come posizionamento e personal branding, delivery di un prodotto o servizio (v. punto sopra)

Guarda il video qui sotto per scoprire le altre due eccezioni e come anche loro possono bypassare il problema con facilità.

Cosa c'entrano Giulia Roberts, Barak Obama, Bruce Willis e Mr Bean con i corsi online?

Hanno tutti avuto seri problemi di balbuzie, sono stati derisi per molto tempo. Willis ha iniziato a recitare proprio per ridurre la balbuzie, Mr Bean è stato autoprodotto perché nessuno ha voluto investire su di lui.

È importante avere un grande perché

Tutti quindi possiamo riuscire a creare un corso anche se pensiamo di essere negati perché la nostra missione deve essere più grandi di questi piccoli difetti.

Tra l'altro alcune difficoltà ed errori possono rientrare in un'ottica di personal branding.

In una sola ricetta: messaggio, storia e competenze.

I migliori videocorsi di Ruggero Lecce

>> Personal Branding da zero: come creare un brand riconoscibile (anche se sei l'ultimo arrivato sul mercato)

Scopri la strategia passo-passo dei professionisti ben pagati per posizionarti come leader del settore e sfruttare la tua immagine personale per vendere di più e creare un gruppo di fan (e clienti) appassionati e fedelissimi.

>> Brand Positioning: come posizionarti sul mercato e sconfiggere la concorrenza

Scopri la strategia per posizionarti come "primo nella mente" dei tuoi clienti, diventare leader del settore e strappare condizioni commerciali da vero numero uno (in poco tempo e anche se parti svantaggiato)

Tutti i corsi di Ruggero: ruggerolecce.it/prodotti

Tutti i libri pubblicati da Ruggero Lecce: https://amzn.to/2NVrcPQ

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