Riccardo Mancinelli è ideatore e creatore del podcast StrategiaIT, ha un'azienda di sviluppo software a Londra e si definisce un CTO (responsabile tecnico/IT) as-a-service.

È una sorta di ragno che conosce quanto basta di tutto per selezionare i fornitori e assemblare un sistema efficiente ed efficace, soprattutto per le start-up che devono svilupparsi in poco tempo ed essere sorrette da una tecnologia evoluta, performante e sicura.

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Un supporto di mentoring come quello di Riccardo è fondamentale in un mondo in cui nuove idee nascono ogni giorno ma poi si scontrano con la messa in pratica e gli aspetti tecnologici molto complessi.

In 59 minuti super densi abbiamo parlato con Riccardo Mancinelli di:

L'importanza di avere un MVP (Minimum Viable Product)

Serve per capire nel più breve tempo possibile se un'idea può avere mercato e come il mercato reagisce al prodotto per determinare se il business è sostenibile o no.

Rambo parla di Minimum Viable Course (MVC), ovvero un insieme minimo di informazioni e contenuti che permetteranno ai primi utenti di arrivare il più vicini possibile al risultato atteso, senza perdere tempo nello sviluppo o nella registrazione di video lezioni che non sono fondamentali per portare al risultato.

Il fattore tempo è vitale per battere la concorrenza per questo consulenti tecnici esperti fanno la differenza tra il successo di un progetto e il suo fallimento.

Un MVC può essere per Riccardo anche un esperimento per capire se poi sia possibile vendere qualcosa di più corposo, sia come corso che come servizio.

Il MVP è un processo di scoperta e apprendimento che permette di raccogliere informazioni e capire cosa vuole realmente l'utente e cosa non gli interessa affatto.

L'oro a costo zero nascosto in post, Amazon e video di YouTube

Come si diceva nella intervista con Domenico Drovetti è utilissimo leggere con attenzione i commenti di blog, post sui social, video di YouTube o recensioni su Amazon per capire cosa chiede il mercato.

sfruttare recensioni negative libri su amazon 1 stella

Come è nata l'idea di creare un video corso

Per Riccardo il suo lavoro consiste per l'80% di studio perché quello che per molti sembra "magia tecnologica" in realtà presuppone un continuous learning, per questo ha deciso di affiancare una parte di formazione.

Ha iniziato studiando il panorama e l'ecosistema della formazione mondiale per capire come si muovevano e cosa proponevano (eventi dal vivo, programmi, consulenze...)

Nello sviluppo del suo corso ha adottato l'approccio a livelli di cui parliamo in Creailtuocorso, dove alla base della piramide c'è il pubblico più numeroso ma anche meno informato e che ha bisogno di partire dalle basi.

Suggerimento TOP per chi vuole creare un corso base

Mettere nel titolo "corso base" perché attira il pubblico giusto e allontana quello avanzato che:

  • non apprezzerebbe il contenuto
  • non otterrebbe nessun risultato
  • finirebbe per dare recensioni negative

Serve un perfetto product-market match per rendere l'offerta più attraente e dare al giusto pubblico il prodotto ideale

Cosa ha imparato dalla creazione del suo primo corso online

Molti gli chiedevano di fare piattaforme per e-learning così ha sviluppato una sorta di clone di Teachable, con tanto di API che permettono di integrare la piattaforma con altri sistemi e software online. Ha quindi creato un videocorso di circa 10 ore in cui spiega come creare le proprie API sfruttando WordPress come supporto.

Questo lavoro ha richiesto un mese di sviluppo (a tempo perso), ha sfruttato Vimeo per hosting dei video e WordPress per la creazione e gestione degli utenti e usato Stripe come metodo di pagamento.

La dura lezione è stata:

  • scoprire che le API le persone preferiscono farle sviluppare a un programmatore e non crearle da sé
  • capire che se lanci una cosa non vuol dire che la gente la compri (e l'investimento di tempo non è stato ripagato, quindi sempre buona cosa usare un MVC o MVP)
Attenzione a creare corsi tecnici che nessuno vuole comprare

Corsi gratis? Ecco a cosa servono davvero (TOP)

Non ha mai pensato di "fare soldi" con il primo corso ma di iniziare a creare una "scala del valore" e capire come attraverso i contenuti "vendere dell'altro".

Per esempio vede spesso academy che servono a vendere abbonamenti a piattaforme (tipo Teachable o Thinkific) oppure per far incontrare domanda e offerta, dare e vendere certificazioni...

Creare un singolo corso per Riccardo è stato importante per capire se era in grado di poter creare un asset di questo tipo (per lui o per i suoi clienti).

Raccolta di dati: quali dati servono davvero?

Devi avere il controllo del tuo business tramite dei touch point e dati che fanno capire se stiamo andando nella direzione giusta, senza farsi ingannare dalle vanity metrics.

Per esempio le visualizzazioni del suo podcast StrategiaIT non sono dati importanti, mentre le proposte di lavoro ricevute da chi lo ha ascoltato sì.

Corsi mascherati vs piattaforme generaliste

Questo avvalora la tesi estrema del "creo un corso gratis" per fare capire al mercato che sei bravo, dimostrare autorevolezza e generare potenziali consulenze high ticket.

Non dobbiamo vendere l'illusione che con un corso si possa vivere tutto l'anno, soprattutto su piattaforme generaliste dove devi creare tanti corsi diversi per generare un'entrata significativa.

R. Mancinelli

CTO as-a-service


Per il freelance un corso diventa un biglietto da visita, una sorta di libro evoluto che ti posiziona come esperto autorevole.

Riccardo tempo fa aveva comprato un "corso mascherato" che in realtà serviva a vendere un tema per WooCommerce e sfruttava il corso per stimolare la domanda e dare il tema come Bonus.

Cercando di vendere solo il tema probabilmente non avrebbe avuto quel successo e a quel prezzo, aumentando di molto il valore percepito.

Membership low cost tipo Patreon funzionano?

Molti arrivano per il contenuto e poi restano per il network, raccogliendo persone accomunate da un interesse e che cercano compagni di viaggio per quel percorso: è un aspetto interessante e che molti autori/creatori all'inizio non avevano previsto.

effetti collaterali dei videocorsi

È un po' come quando uno va in palestra per i muscoli ma poi resta per la gente, il chiacchiericcio...

Esperienza finale con i video corsi

Produrli per Riccardo è stato facile, seguendo le indicazioni di Creailtuocorso e avendo le giuste conoscenze nel settore. Ha puntato su corsi più brevi ed essenziali, concentrati perché la gente vuole essere operativa subito, avendo dal professionista solo le informazioni essenziali e trascurando il resto.

Per questo molti YouTuber ora sono concentrati sullo spiegare il processo, i concetti base e dicono di non guardare l'interfaccia perché cambia troppo velocemente e non avrebbe senso (e convenienza economica) rifare il corso tutte le volte.

Ha trovato un livello preciso di audience di riferimento con le competenze che ha e i risultati che si aspetta e concentrato gli sforzi su creare il corso solo per loro.

Gli aspetti tecnici non devono però distrarre dal contenuto e, soprattutto all'inizio, posto che l'audio sia accettabile, quello che conta è produrre contenuti di valore, senza preoccuparsi della perfezione della forma.

Riccardo ha capito che i corsi vanno venduti a un prezzo molto inferiore rispetto al valore reale, soprattutto quando poi servono per generare servizi e consulenze ad alto prezzo.

Insegnare aiuta ad imparare meglio

Sì perché porta a focalizzarci sui concetti chiave e inoltre la gente si affeziona al tuo modo di fare le cose, vuole scoprirne di più, cerca il dietro-le-quinte unico e personalizzato, in stile Gary Vee.

Opportunità nascoste dietro l'evoluzione della tecnologia

A volte l'adozione della tecnologia è diversa da quella che uno si immagina e comunque richiede del tempo di apprendimento. Per questo chi vende servizi in abbonamento con funzionalità complesse (tipo SEOZoom o Teachable) ha spesso un'academy che accompagna gli utenti nel percorso.

seozoom academy certificazione

Altre aziende sfruttano i corsi, aggiungendo degli esami finali per fare una pre-selezione dei candidati e sostituire una fase del processo di onboarding. La tendenza è diventare una media-company, creando contenuti che attraggano un pubblico di appassionati e creare un ecosistema intorno.

Consigli per un tecnico che vuole creare qualcosa online

Riccardo suggerisce di copiare il sistema di Creailtuocorso, ovvero che è inutile mettersi a produrre contenuti se prima non abbiamo intercettato un'audience ricettiva.

Per esempio avrebbe senso logico creare un corso che spiega come risolvere processi costosi in casa a una frazione del costo di un consulente... ma probabilmente nessuno lo acquisterebbe lo stesso.

È vero che è più importante dare alla gente quello che ha bisogno, però loro acquistano solo quello che vogliono

R. Mancinelli

CTO as-a-service


Meglio quindi produrre un po' di contenuto e vedere come reagiscono le persone, domande, feeedback, interazione... perché è vero che è più importante dare alla gente quello che ha bisogno, però loro acquistano solo quello che vogliono.

Inizi con gli early-adopters che hanno un pain più forte e poi pian piano costruisci il corso.

curva diffusione innovazione: early adopters

Se invece non ti segue nessuno significa che l'idea non è abbastanza profittevole e è meglio cercare subito un altro approccio, tema o angolo di attacco.

=== NOTA di CreaIlTuoCorso ===

Resta comunque il fatto che creare qualcosa di piacevole attorno a un tema che ti appassiona porta a migliorare il proprio processo di creazione di un video corso e fa in modo che, quando troverai il contenuto giusto e un pubblico caldo, sarai pronto a sfruttare rapidamente l'opportunità battendo sul tempo altri competitor.

Fortuna è quando la preparazione incontra l'opportunità

Nel caso dei corsi online significa prepararsi con i fondamentali, facendo palestra con 2/3 corsi iniziali e acquisire quelle competenze di base per sfruttare l'occasione giusta, per te stesso o per aiutare qualcun altro.

Errori e limiti di molti corsi online

Sentirsi isolati o abbandonati, senza contatto con insegnante o membri del team.

Meglio i percorsi dei singoli corsi, cercando qualcosa di più personalizzato e meno standardizzato, qualcosa che aderisca meglio ai tuoi obiettivi personali.

Per questo a volte è più efficace una consulenza o coaching perché puoi concentrarti nello specifico su un singolo problema.

Un corso TOP comprato da Davide in un campo totalmente inatteso

Si trattava di un corso di canto pieno di esercitazioni (che aveva soprattutto usato in auto) ed era strutturato a livelli in funzione del pubblico, con esercizi specifici per ciascun livello.

Questo ha fatto capire l'importanza della fase di assestment iniziale delle competenze dell'audience per proporre il prodotto migliore per quella specifica fase della sua vita o business.

Esempio di livelli in videocorso

È anche molto utile per venderlo perché la gente capisce di essere nel posto giusto, al momento giusto e con l'informazione giusta.

Quello che frena tanti è dover cercare in mezzo a una mole di informazioni quella veramente ottimale per il suo livello, specie quando hanno poco tempo.

Che tecniche usa Creailtuocorso per selezionare un'audience

Rambo inizia da ricerche di mercato su Google attraverso delle parole chiave; da lì escono blog e video (e qualche podcast), legge i post più commentati e i commenti singoli per capire gli interessi della gente, problemi risolti non completamente.

Poi passa ad Amazon e tramite le recensioni vede da chi è un acquirente in un settore dove ci sono buchi di mercato, la qualità reale di ciò che è già sul mercato, le aspettative del pubblico e come vengono risolte.

Traffico generato da lavoro di SEO sul sito

Infine inizia a produrre contenuti: video su YouTube, una decina di articoli su un blog posizionati bene in ottica SEO, interviste o webinar con esperti per intercettare il loro pubblico e dirette su Facebook perché stimolano l'interazione e la ricezione di domande vere da gente assetata di avere risposte.

Tanto più engagement c'è, con tante domande, molti commenti e una sana discussione è segnale che c'è interesse e vale la pena approfondire e testare il mercato magari con un webinar a pagamento, un mini-corso...

A cosa deve davvero puntare chi crea video corsi per cambiare il mondo

Prendendo il suggerimento dal buon Russell Brunson di ClickFunnels (a sua volta copiandolo da SalesForce e Microsoft) bisogna puntare a creare un ecosistema che parte da un prodotto centrale ma con una serie di prodotti e servizi correlati.

In questo ecosistema io sono il punto centrale attorno a cui tutto gravita (tipo il Sole) e gli altri non entrano in competizione eccessiva perché in realtà vanno a completare un'offerta che risulta molto attrattiva per il mercato di riferimento.

partner di salesforce

Questo consente di far ottenere al pubblico il risultato migliore possibile senza spacciarci per i migliori in ogni campo ma, come nel caso di Riccardo come CTO, facendo una cosa davvero bene e conoscendo a sufficienza il resto per selezionare i partner giusti e mantenere il sistema coeso, affidabile e facendo da garante verso il cliente.

Fortuna è quando la preparazione incontra l'opportunità.

Nel caso dei corsi online significa prepararsi con i fondamentali in attesa dell'idea giusta per il mercato. #creailtuocorso

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Il paradosso tecnico degli imprenditori

Riccardo ha notato nel suo podcast che un imprenditore tende ad andare da un gruppo di pari a fare una domanda tecnica anche quando, in teoria, averebbe più senso farla ad un tecnico perché vanno a chiedere a chi è simile a loro perché si fidano di più.

A cosa deve davvero puntare chi crea video corsi per cambiare il mondo - parte 2

Non ha senso, specie all'inizio, diventare un super esperto di ogni dettaglio tecnico perché:

  • semplicemente ci sarà sempre qualcuno più bravo di te (che fa solo quello)
  • ti ruberebbe tempo alle cose più importanti cioè creare contenuti fighi e unici

Ha senso quindi fermarsi a un risultato decente (in perfetta ottica 80/20) e iniziare a cercare eventuali collaborazioni o partnership con chi può darti quella qualità in più a una frazione del tempo e dell'impegno che dovresti dedicarci tu, perdendo di vista il core business.

I videocorsi di Riccardo Mancinelli...

Google Tag Manager: il corso completo per chi inizia: corsi.it/corso/google-tag-manager

Crea il tuo Backend API con WordPress: gumroad.com/l/HoYrS

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